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lunedì 21 febbraio 2011

Riduciamo i rifiuti con i pannolini ecologici


Per ridurre la frazione indifferenziata dei rifiuti, i Comuni potrebbero promuovere l’uso dei pannolini lavabili, spesso definiti pannolini ecologici. I pannolini usa e getta, fin dalle fasi iniziali della loro produzione (consumo di cellulosa, consumo di acqua ed energia e utilizzo di sbiancanti chimici e materie plastiche per la produzione) sprecano risorse e inquinano l'ambiente. Per produrre pannolini usa e getta per un solo bambino si richiede una quantita' di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi. Riempiti di feci e urine, essi costituiscono il 20% circa dei rifiuti nelle discariche.

Ogni bambino produce all'incirca una tonnellata di questi rifiuti difficili da trattare e non biodegradabili. Il loro tempo di decomposizione, variabile da 200 a 500 anni. Oltrechè dal punto di vista ambientale, i pannolini lavabili aiutano un corretto sviluppo delle anche nel bambino, poiché mantengono meglio divaricate le gambe e costituiscono una fonte di risparmio per le famiglie; un pannolino lavabile infatti acquistato nuovo costa mediamente 13 €, a partire dai 2 € circa dei più economici prefolds, fino ai modelli più costosi di pocket o all-in-one che arrivano a 25 € circa. Considerando che per un utilizzo esclusivo di pannolini lavabili occorre un kit di almeno 15-20 pezzi, e ad eccezione dei pannolini a taglia unica che accompagnano il bimbo dalla nascita al vasino, occorrono almeno 2 o 3 kit completi di pannolini per ogni taglia, la spesa-pannolini per i lavabili è dell'ordine delle centinaia di euro. Il genitore che compra pannolini usa e getta invece spende complessivamente di più, in quanto un bimbo in media consuma settimanalmente un pacco da 10€, il che significa almeno 500 € annuali.

Pertanto, la famiglia che utilizza pannolini lavabili risparmia almeno la metà rispetto alla famiglia che acquista pannolini usa e getta per 2-3 anni. Pannolini ecologici usati acquistati di seconda mano e pannolini ecologici auto-prodotti, ovviamente, consentono un ulteriore risparmio rispetto a pannolini acquistati nuovi. Nel caso di utilizzo degli stessi pannolini per altri figli, inoltre, il risparmio conseguito usando pannolini lavabili aumenta proporzionalmente al numero di figli. La gestione (raccolta, trasporto, smaltimento) dei rifiuti urbani indifferenziati ha dei costi in continuo aumento, anno dopo anno, per motivi normativi e di adeguamento tecnologico. Le tariffe sono variabili da provincia a provincia; nell'anno 2009 la media nazionale è stata di 100-150€ a tonnellata, ma in alcuni casi si sono superati di molto i 200€ per tonnellata.

Ogni anno le amministrazioni locali si trovano quindi a far fronte a spese elevatissime per la gestione rifiuti, spese che riversano sui cittadini tramite la Tassa per lo Smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani. L'utilizzo di pannolini lavabili, insieme a raccolta differenziata, compostaggio dei rifiuti organici ed altri accorgimenti per la riduzione dei rifiuti, contribuisce a ridurre il volume totale dei rifiuti e a ridurre le spese per le amministrazioni, quindi a ridurre le tasse per i cittadini.

Andrea Scampini - consigliere comunale PD

si ringrazia il sito www.nonsolociripa.it


domenica 8 agosto 2010

Raccolta differenziata: nuove idee per risultati migliori


Siamo quasi al 60% di raccolta differenziata Magnago si conferma anche quest'anno "Comune riciclone" con il 59,5% di raccolta differenziata e un indice di buona gestione del 60%.

Nel 2002 Magnago raccoglieva in modo differenziato 1.590.540 Kg di rifiuti contro 1.662.296 di rifiuti raccolti in modo differenziato; nel 2009 la quota differenziata è salita a 2.115.507 Kg contro una quota indifferenziata di 1.424.550 Kg.

Buono, come si diceva all'inizio, l'indice di buona gestione, che tiene conto oltre che della percentuale di raccolta, anche della riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti, della sicurezza dello smaltimento e dell'efficacia del servizio.

Il merito di questi risultati è dei cittadini, che, come sosteniamo da tempo, ormai dal 2007, devono essere sempre sollecitati da parte dell'Amministrazione con serate a tema sui vantaggi della raccolta differenziata. Sarebbe auspicabile che anche le nostre scuole vengano coinvolte a tal proposito.

Finora l'Amministrazione non ha promosso iniziative.
Penso che questi valori possano essere tranquillamente incrementati, non dimentichiamo che ci sono, soprattutto in Veneto, comuni con i nostri stessi abitanti che arrivano all'80% di raccolta differenziata, con indici di buona gestione sopra l'80%.

Se ci crediamo, si può fare!

Andrea Scampini - Consigliere comunale Pd


mercoledì 7 luglio 2010

Un termovalorizzatore a Milano: la politica ha il dovere di decidere


Walter Galbusera, segretario Uil di Milano e della Lombardia, teme che Milano mandi in onda uno spettacolo poco edificante per il nuovo termovalorizzatore. Il nuovo impianto con una capacità di smaltimento complessivo di circa 400.000 mila tonnellate non solo porterebbe il sistema locale verso l'autosufficienza ma, disponendo di una capacità di riserva, garantirebbe anche una gestione integrata dei rifiuti in una rete regionale, mettendo in sicurezza la Lombardia di fronte a situazioni di emergenza. In questo contesto occorrerebbe comunque far crescere la raccolta differenziata che passerebbe dall'attuale 46,7% al 52,7%.


Galbusera auspica le garanzie ambientali con l'impiego delle migliori tecnologie disponibili per il recupero di energia e materiali, la moderna rete di teleriscaldamento e il controllo delle emissioni in atmosfera. Occorre procedere secondo le regole: c'è un piano provinciale rifiuti, approvato nel 2008 e c'è una proposta dell'Amsa alla regione, la quale attraverso la conferenza dei servizi deve prendere una decisione non oltre la primavera del 2011, se si vuole disporre dell'impianto entro il primo semestre 2014.


C'è sempre qualche appuntamento elettorale in vista e l'anno prossimo si elegge il sindaco di Milano. Il pericolo di rinviare scelte difficili per non correre rischi è in agguato!


Andrea Scampini - Consigliere comunale Pd



domenica 11 aprile 2010

Un nuovo termovalorizzatore a Opera (MI)


Mentre nel Castanese si sta discutendo del revamping di Accam, Amsa, la società che si occupa di raccolta rifiuti a Milano, ha presentato in Regione il progetto per un nuovo termovalorizzatore, che nascerà a Opera tra carcere, depuratore e tangenziale.

La nuova costruzione risponde al Piano provinciale gestione rifiuti, adottato dalla Provincia a novembre 2008. Anche incrementando la raccolta differenziata, il deficit di termovalorizzatori al 2011 sarà di oltre 600 mila tonnellate, compresi i fanghi derivati dalla depurazione delle acque, che non potranno più essere smaltiti in agricoltura. Il nuovo termovalorizzatore è stato progettato, ripensando al Silla 2, un modello per sicurezza e bassissimi livelli di emissioni; consentirà oltre lo smaltimento dei rifiuti, la produzione di calore ed energia, il primo ceduto alla rete di teleriscaldamento di A2A, la seconda all'Enel, diminuendo così l'utilizzo di centrali a gas e carbone.

Ecco i vantaggi:
- spegnimento di oltre 20 mila caldaie a gasolio e metano
- produzione di energia elettrica per 100 mila famiglie
- riscaldamento per oltre 30 mila appartamenti
- minor produzione di gas serra ( da 75 mila a 90 mila tonnellate all'anno di anidride carbonica)
- risparmio di 87 mila tonnellate di petrolio
- previste opere di compensazione per 8 milioni di euro, con interventi di mitigazione ambientale con un parco, piste ciclabili e percorsi pedonali.
- costo zero per Milano, che nei vent'anni di esercizio guadagnerà 128 milioni di euro, grazie al risparmio sulle tariffe di smaltimento dei rifiuti urbani.
- vantaggi anche per l'occupazione: 200 addetti per 4 anni fra progettazione e costruzione, mentre a regime l'impianto richiederà 80 addetti.

Andrea Scampini - Consigliere comunale Pd

Accam: una questione aperta


Con un certo stupore ho appreso il secco no del Comune di Vanzaghello al revamping dell'inceneritore Accam di Busto Arsizio. La Giunta Pd del Comune di Vanzaghello si è così smarcata dal Pd della zona castanese.

In Accam sono presenti 4 comuni dell'Altomilanese, ossia Magnago,Castano, Buscate e Vanzaghello, appunto, i quali ad inizio marzo hanno incontrato il vice-presidente di Accam Cremonesi, il quale ha illustrato la necessità del revamping. Sarebbe interessante entrare nel merito del revamping, ma non è lo scopo di questo articolo.


Vanzaghello dunque ha scelto una politica del tutto diversa, basata sulle 'quattro erre', ossia ridurre la massa dei rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo di tutto quanto possibile, riuso delle materie riciclate". Bene, è la loro posizione: rimangono comunque da risolvere alcuni nodi. Vanzaghello ha una buona raccolta differenziata, supera di poco il 60%, ma dove porterà l'indifferenziato( circa 40%), se non crede ad Accam?. Accam ai propri soci fa pagare 96 euro a tonnellata, prezzo più basso rispetto ad altri inceneritori, solo quest'anno si è arrivati a 120 euro/t per coprire in parte i mancati Cip6, contributi per chi fa energia da fonti rinnovabili. Questo aumento da 96 a 120 euro porta ad Accam 2.600.000 euro, quindi copre per il 50% i mancati Cip6. Non dimentichiamo l'inquinamento prodotto dai camion che da Vanzaghello dovranno non più andare ad Accam, ma sicuramente molto più lontano.E' come se per andare a Milano in treno prendessi il treno a Saronno anzichè a Vanzaghello; il tragitto Magnago-Saronno, fatto in macchina per prendere il treno appunto, costituisce fonte di inquinamento.


Tornando a Vanzaghello, la Giunta nel 2010 teme un aumento tassa raccolta rifiuti per i cittadini del 15-20%, passando il servizio smaltimento Accam da 96 a 120 euro/t: in realtà, ho preso i dati di Magnago sul servizio raccolta rifiuti solidi urbani e li ho analizzati con la responsabile dell'Ufficio ragioneria. I costi totali, bilancio di previsione 2010, per il Comune di Magnago ammontano a 980.000 euro di questi solo 179.800 sono servizio smaltimento Accam, nel 2009 il servizio smaltimento Accam era di 161.000 euro, ho già spiegato il perchè di questo aumento.


Il servizio è coperto dal ruolo raccolta per il 96%, in pratica circa 932.000 euro, cioè soldi che devono essere pagati dai cittadini.Se prendessimo questi 932.000 euro e li dividessimo per il numero delle famiglie di Magnago, circa 3.600, verrebbe quasi 259 euro a famiglia nel 2010, in realtà non tutti pagano la stessa cifra e in questi 932.000 euro ci sono le attività artigianali-industriali e commerciali, che pagano di Tarsu più di una famiglia normale. Se si volesse essere precisi si potrebbe scorporare il dato, cioè famiglie e imprese, per ottenere un dato tarsu per famiglia più preciso.


Nel 2009 il ruolo raccolta rifiuti era sui 916.000 euro( dato stimato,l'unica voce rilevante è stato l'aumento servizio Accam) contro i 932.000 di quest'anno, che divisi per i 3.600 nuclei familiari, viene 255 euro a famiglia. La differenza, risultato di questa stima, è 4 euro in più a famiglia per il 2010, cioè l'1,5% in più e non il 15-20%.

Non conosco i dati sul servizio raccolta a Vanzaghello, ma penso siano simili ai nostri.


Andrea Scampini - Consigliere comunale Pd