Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta economia. Mostra tutti i post

domenica 19 giugno 2011

conto consuntivo 2010


Riallacciandoci al post del 06 giugno 2011, pubblichiamo l'articolo relativo al conto consuntivo 2010, su cui il PD di Magnago e Bienate ha espresso parere negativo.


Gabriele Colombo - responsabile sito internet

Scarica l'articolo sull'argomento

martedì 28 settembre 2010

Unicredit decapitata

Pochi giorni fa abbiamo appreso delle dimissioni di Alessandro Profumo, l'amministratore delegato di Unicredit, terza banca europea con più di 160.000 dipendenti. Chi controlla Unicredit? Libyan Investment Authority con 2,59%, Central Bank of Libya con 4,98%, Fondo aabar con 4,99%, Black Rock 4,02%, Allianz 2,04%, Fondazione Cariverona 4,63%, Fondazione CRT 3,31%, Carimonte Holding 3,04%, Fondazione Cassamarca 0,8%, tra i privati Famiglia Pesenti 0,5% e Famiglia Maramotti 1,1%.

Unicredit rappresenta una delle poche realtà competitive del sistema italiano, con presenza capillare nei Paesi dell'Est Europa, dove le imprese italiane sono in primissima fila, e dove l'interscambio con il nostro Paese è fortissimo. Il passaggio delle deleghe di Profumo a Dieter Rampl sposterebbe fatalmente l'asse decisionale di Unicredit da Milano alla Germania. In primavera Rampl, quando si è trattato di decidere la nuova organizzazione della banca, aveva assunto il ruolo del mediatore tra gli azionisti italiani e Profumo. E poteva sembrare strano che in alcuni casi si è trasformato, lui straniero, nel rappresentante delle esigenze dei grandi soci italiani.

A Profumo i media e commentatori tedeschi riservano l'onore delle armi. Katharina Kort, editorialista del giornale economico Handelsblatt, sottolinea il comportamento lineare di Profumo, in grado di creare dal nulla il terzo gruppo bancario europeo, di garantirne la navigazione durante la crisi finanziaria, senza bisogno di aiuti statali. A farlo fuori un assurdo gioco di potere, mascherato con un pretesto, la vicenda libica.

Della medesima idea, l'altro quotidiano economico tedesco, il Financial Times Deutschland: " L'Italia perde il suo manager più internazionale e indipendente, un uomo che non confonde la politica con l'economia e che forse è troppo moderno per il suo Paese".

Andrea Scampini - consigliere comunale PD


mercoledì 25 agosto 2010

L'Italia degli sprechi


Sempre più spesso assistiamo a levate di scudi da parte dei sindaci, quando lo Stato centrale taglia i trasferimenti; i nostri sindaci si lamentano di non riuscire, di fronte ai continui tagli, a garantire ai propri cittadini un buon livello amministrativo.


A ben guardare però, spulciando tra i bilanci comunali, sembrerebbe che i soldi ci siano sempre per lo sport e per le sagre e le iniziative paesane.

Cominciamo dai soldi distribuiti dai Comuni, ma anche Province e Regioni, allo sport: secondo una stima del Sole 24 ore, gli enti pubblici per sponsorizzare le squadre sportive spenderebbero 12 milioni di euro dei contribuenti. Vediamo qualche caso: la Provincia di Varese regala 50.000 euro al Varese Basket, il Comune di Busto Arsizio 6.025 euro per il Volley Busto A., la Regione Piemonte 200.000 euro per la squadra di volley Asystel Novara, per non parlare dei 2,4 milioni di euro versati negli ultimi anni, precisamente da giugno 2005 a dicembre 2008, dal Comune di Livorno alla società Basket Livorno srl, e purtroppo ne sono rientrati solo 83.000 euro, dopo la messa in liquidazione della società.


Dicevo all'inizio dell'articolo che i Comuni trovano sempre risorse per sport e per sagre e iniziative paesane.

Quanto ci costano queste sagre? Secondo stime fondate, parliamo di 80 milioni di euro per finanziare le sagre di tutto lo Stivale.

Vediamo alcuni esempi: il Comune di Bolzano ha finanziato il festival del cinema porno con 7.000 euro, il Comune di Oreno, in prov. di Milano, ha erogato 10.000 euro per la Sagra della Patata, Roma 15.000 euro per una fiera medievale e 60.000 euro destinati ad una società, incaricata di organizzare la manifestazione "Premio Fabrizio De Andrè". A Monopoli 41 mila euro sono finiti alla sagra della Madonna della Madia.


Tutte feste sacrosante, ma perchè devono pagare gli enti locali, a dispetto di qualunque crisi?


Andrea Scampini - Consigliere comunale Pd



giovedì 12 agosto 2010

Confapi: la crisi non è finita


Stefano Valvason, direttore generale di Confapi, afferma che le piccole e medie imprese rialzano la testa dalla crisi, ma non la ritengono ancora finita. " Apprezziamo molto la moratoria della Regione Lombardia- afferma Valvason- che sospende i debiti delle aziende con le banche. Il problema- continua Valvason- è che tutte le aziende che hanno usufruito della moratoria vedono scadere il termine dei dodici mesi e si vedono costrette a pagare le rate quando ancora non sono in grado di farlo.


La ripresa sta partendo adesso, ma non è per tutti. Chiediamo di avere a settembre altri sei mesi di sospensione in modo da poter arrivare a quota diciotto mesi di moratoria. La ripresa va a macchia di leopardo, non è per tutti. Ci sono settori- conclude Valvason- che stanno riprendendo, soprattutto per le aziende che operano con i mercati esteri e con l'UE, perchè a trainarle sono i Paesi extra UE. Chi lavora, direttamente o come indotto, con i Paesi extra UE può contare su maggiori ordinativi.



E sull'occupazione?

Si sono fatti salti mortali- afferma Valvason- per non lasciare a casa nessuno perchè per un piccolo vuol dire perdere un patrimonio di conoscenza e esperienza non facilmente sostituibile. Per questo c'è stato un grande ricorso alle casse integrazioni ordinarie e in deroga. A settembre- conclude Valvason- ci aspettiamo la cassa integrazione straordinaria: per molti è l'unico modo per evitare la mobilità".


Andrea Scampini - consigliere comunale PD